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Inverigo
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mwhaInverigo (mwhqInverigh in mwhgdialetto brianzolo, mwhwmwiaAFI: /iŋveˈriːk/) è un mwigcomune italiano di mwiw9 145 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkaprovincia di Como in mwkqLombardia.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Cinema
• Economia
• Note
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Geografia fisica
Inverigo si trova nella mwlqBrianza comasca occidentale, lungo il fiume mwlgLambro. Lo sviluppo urbano è avvenuto in modo concentrico attorno alle residenze degli antichi signori delle frazioni che compongono il comune. Parte del territorio comunale fa parte del Parco Regionale della Valle del Lambro.
Il comune ha anche delle frazioni: mwmaVilla Romanò, mwmqRomanò Brianza, mwmgCremnago, Santa Maria, La Fornacetta, Bigoncio e Guiano.
Origini del nome
Il nome del comune nasce dalla fusione della preposizione di luogo mwnqin con l'antico toponimo celtico mwngwāri-ik-(o)cite-ref-4[4], che significa "luogo o abitato a est", probabilmente per riferimento all'area di antica colonizzazione mwowinsubre che si estendeva dalla mwpaSpina Verde a mwpqCantù.
In un documento datato 996, il luogo è menzionato come mwpwEuvuirico o mwqaEuvurico.mwqqcite-ref-05222222332322-5-0[5]
Un'altra ipotesi teorizza un'origine legata alla presenza di acqua, sulla base di un documento del XII secolo che riporta la dicitura mwrwAiguerigium, ove la radice mwsaaigue-, identificherebbe il termine celtico per indicare l'acqua.mwsqcite-ref-06-6-0[6] Coerente con quest'ipotesi sarebbe anche la versione mwtgImbericius, frutto di una contrazione dall'unione dei termini latini mwtwimber (pioggia) e mwuamwuqvicus (agglomerato di case).mwugcite-ref-06-6-1[6] Meno probabile sembra invece un'ulteriore teoria, secondo la quale il toponimo potrebbe derivare dall'espressione latina mwvwIn vere vicus, a indicare un mwwavicus in primaveramwwqcite-ref-06-6-2[6].
Storia
Da Inverigo, in mwyaepoca romana, passavano la mwyqmwygvia Regina, mwywstrada romana che collegava il porto fluviale di mwzaCremona (la moderna mwzqCremona) con mwzgClavenna (mwzwChiavenna) passando da mwaamwaqMediolanum (mwagMilano), e la mwawmwbavia Mediolanum-Bellasium, strada romana che metteva in comunicazione mwbqmwbgMediolanum (mwbwMilano) con mwcaBellasium (mwcqBellagio). A quest'epoca risale un’anfora vinaria ritrovata all'interno della tenuta di Villa Mezzanottecite-ref-0-7-0[7].
Ai tempi della mwdwSignoria di Milano, gli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” riportano “el locho da Ayverigo” tra le località che, all'interno della mweapieve di Mariano, erano incaricate della manutenzione della “strata da Niguarda”cite-ref-4-8-0[8].
Sotto il mwfgDucato di Milano, Inverigo fu retto come feudo dalla famiglia mwfwMarliani in maniera quasi ininterrotta dal mwga1450 al mwgq1683, salvo per una breve parentesi in cui, dal mwgg1538mwgwcite-ref-06-6-3[6], per qualche anno la località e tutta la pieve di Mariano furono nelle mani della famiglia Giussanicite-ref-4-8-1[8]. Nel mwja1683 Inverigo passò quindi alla famiglia dei mwjqCrivelli,cite-ref-4-8-2[8] che già nel mwkg1664 aveva avviato imponenti lavori architettonici entro i confini comunalicite-ref-20222-9-0[9]. I Crivelli mantennero il privilegio del feudo fino al XVIII secolocite-ref-4-8-3[8]. Nel mwmw1751 il comune d'Inverigo amministrava anche i cassinaggi di Alzacoda, Ghelio, Brugiata, Palazzo, Curcietto, Mandresca, Rochina, “Casa Nova”, Mongodio, “Il Duno”, Navello,” Merè di sotto”,” Merè di sopra”, Biscioia, Pampello, Molinello “Santa Maria la Noce”, Colombarolo e Pomelasca (o Pomellasca), ove quest'ultimo era tuttavia separato da Inverigo dal punto di vista fiscalecite-ref-4-8-4[8]. Quando nel mwoa1786 la mwoqLombardia austriaca fu suddivisa in province, il comune di Inverigo con Pomellasca, sempre facente parte della pieve di Mariano, venne inserito nella mwogProvincia di Milanocite-ref-10[10].
Un decreto mwqanapoleonico del mwqq1807 finalizzato a una riorganizzazione amministrativa del mwqgRegno d'Italia comportò un allargamento del territorio d'Inverigo, al quale vennero aggregati i comuni di mwqwBrenna ed uniti, mwraCremnago, mwrqRomanò ed uniti e mwrgVilla Romanòcite-ref-11[11].
L'aggregazione tuttavia abrogata in seguito alla caduta di Napoleone, quando la Lombardia tornò in mano austriacacite-ref-12[12]. In questo contesto, la nuova compartimentazione territoriale del mwuaRegno lombardo-veneto comportò l'inserimento del comune di Inverigo con Pomelasca nella mwuqprovincia di Comocite-ref-13[13].
Simboli
Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 6 luglio 1933.cite-ref-acs-15-0[15]
«D'argento, al
castello
di rosso, torricellato di due pezzi, accostato ai lati da due alberi di pino al naturale; il tutto fondato sulla campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 25 giugno 1953, è un drappo partito di bianco e di rosso.cite-ref-acs-15-1[15]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Santa Maria della Noce
Il santuario di S. Maria della Noce fu eretto nel primo quarto del XVI secolocite-ref-1-16-0[16] su volontà di mw2aCarlo Borromeocite-ref-0-7-1[7], seguendo un progetto di mw3qPellegrino Tibaldicite-ref-06-6-4[6]. Il santuario si trova sul sito dove nel mw4g1501 si sarebbe verificata una presunta apparizione della Madonna ad alcuni bambini presso un nocecite-ref-0-7-2[7]. Completato attorno al 1660 su intervento della famiglia mw5wCrivellicite-ref-0-7-3[7], il Santuario si apre sulla storica piazza del mercatocite-ref-1-16-1[16]mw8acite-ref-20222-9-1[9], florido luogo di scambi commerciali dal XV secolo alla crisi della mw9qbachicoltura del XX secolocite-ref-0-7-4[7]. Rimaneggiato e rifatto più volte nel corso dei secoli, il santuario deve le sue forme attuali ad alcuni interventi architettonici avvenuti durante l'Ottocentocite-ref-20222-9-2[9].
Internamente, il santuario ospita un affresco cinquecentesco, una mwaq0pala d'altare di mwaq4Francesco Crivelli raffigurante una mwaq8mwaraVisitazione (XVI secolo), unmware'mwariOrazione nell'orto dipinta da mwarmAntonio Campi nel 1577 e una pala di mwarqPier Francesco Mazzucchelli del 1618 raffigurante mwaruSan Carlo Borromeo. Alla scuola dei pittori Nuvolone è invece una tela del 1671 che raffigura unmwary'mwarcApparizione dell'Immacolata a Giovanni Battista Crivelli, scena ambientata nel Viale Monumentale dei Cipressi di Inverigo.cite-ref-20222-9-3[9]
Chiesa di San Vincenzo
Cremnago ospita la chiesa di San Vincenzo (1606)cite-ref-17[17], costruita a partire da una piccola chiesa di campagna che, in accordo con un'usanza dell'mwasiAlto Medioevo, veniva indicata con l'appellativo di "basilica", probabilmente in quanto veniva utilizzata per la commemorazione dei defunti e il culto dei santi.cite-ref-05-18-0[18] A questa denominazione si rifà la cascina Baserga sita accanto alla chiesa ("Baserga" deriva proprio da "basilica").cite-ref-05-18-1[18]
Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio
La mwatmchiesa di Sant'Ambrogiocite-ref-20[20] si presenta con una struttura mwatgcinquecenteca, più volte rimaneggiata tra i secoli mwatkXVIII e mwatoXX,cite-ref-05222222332322-5-1[5] con mwat8Paolo Mezzanotte a curare gli interventi realizzati nel corso del primo trentennio del mwauaNovecento.cite-ref-05222222332325-21-0[21] A quest'ultima campagna di ristrutturazioni risale la scultura che, in facciata, raffigura il santo titolare della chiesa.cite-ref-05222222332326-22-0[22]
Internamente, una parete della navata ospita una grande tela su olio primoseicentescacite-ref-0522222233-23-0[23] — probabilmente un'antica mwau4pala — nella quale il santo titolare è raffigurato in mezzo a due angeli che tengono in mano l'uno un libro, l'altro una mwau8croce astile.cite-ref-05222222332322-5-2[5] Nel coro trovano posto altre quattro tele, realizzate all'inizio del Settecento da mwavqCarlo Preda, raffiguranti i primi quattro mwavumwavyDottori della Chiesa.cite-ref-05222222332323-24-0[24] Alla fine dello stesso secolo risale un mwavspaliotto conservato nella sacrestia e dedicato a Sant'Ambrogio,cite-ref-05222222332324-25-0[25] al quale sono dedicate anche due vetrate installate al termine delle ristrutturazioni conclusesi con la riconsacrazione dell'edificio da parte dell'arcivescovo mwawaSchuster (1931).cite-ref-05222222332325-21-1[21]cite-ref-05222222332326-22-1[22] La sacrestia ospita inoltre uno stendardo datato 1898; l'opera riporta, su un lato, mwawkmwawoSan Giuseppe col Bambino tra mwawscherubini e i santi Ambrogio e mwawwCarlo Borromeo, mentre sull'altro lato mwaw0Gesù Bambino è in compagnia della mwaw4Madonna del Carmelo e dei santi mwaw8Simone Stock e mwaxaPietro.cite-ref-05222222332327-26-0[26]
Il campanile ospita un concerto di 6 Campane in Sib2 della Fonderia Bizzozero di Varese del 1856.
Altro
• Chiesa del Navello (Oratorio S.Andrea al Navello, con preziosi affreschi attribuiti ai mwaxkFiammenghinicite-ref-05222222332-27-0[27] e storico altare), situata all'interno dell'ex Area Victory.
• Chiesetta di Pomelasca, realizzata nel mwax81952 in stile mwayaneoromanico da Ambrogio Anoni nella tenuta di Pomelasca, situata alla convergenza tra i territori Inverigo, mwayeLurago d’Erba e mwayiLambrugocite-ref-0-7-6[7]. La tenuta comprende inoltre la cappella di famiglia della famiglia Sormani, situata al piano terra dell'omonima villacite-ref-0-7-7[7].mways
• A mway0Villa Romanò: chiesa di San Lorenzo (XV secolo),cite-ref-28[28] al cui interno conserva una volta originariamente affrescata a cavallo tra il mwaziQuattrocento e il mwazmCinquecento.cite-ref-052222223322-29-0[29] Nel corso dei secoli la chiesa fu oggetto di rimaneggiamenti e ristrutturazioni, tra cui la realizzazione di un prolungamento dell'abside verso oriente (1899).cite-ref-052222223322-29-1[29]
• A mwaz0Villa Romanò: chiesa di San Biagio, già attestata dagli scritti di mwaz4Goffredo da Bussero nel XIII secolo. La chiesa venne aggregata alla parrocchia di Villa Romanò da quella di mwaz8Arosio ad opera di Carlo Borromeo, nel mwaaa1582cite-ref-3-30-0[30]. Nel corso dei secoli la chiesa fu oggetto di numerosi restauri, tra cui quello del 1952 su progetto di mwaauPaolo Mezzanottecite-ref-3-30-1[30].
• A mwaasRomanò Brianza: chiesa di San MIchele Arcangelo (ante 1601)cite-ref-31[31]
• A mwabeCremnago: oratorio dell'Immacolata, in stile barocco,cite-ref-0-7-8[7] situato all'interno di Villa Perego.cite-ref-32[32] Internamente, una mwaboMadonna col Bambino del XVII secolo e una mwabsCrocifissione del mwabwBergognone.cite-ref-052222224-33-0[33]
Architetture civili
Villa la Rotonda
mwadmVilla la Rotondacite-ref-35[35], è opera dell'architetto neoclassico mwadgLuigi Cagnola,cite-ref-20222-9-4[9] realizzata tra il 1813 e la metà circa del successivo decennio, si trova sul più alto colle di Inverigo.
Castello e villa Crivelli
Villa Crivellicite-ref-36[36], inserita in un grande giardino in parte mwaemalla francese e in parte mwaeqall'italiana, comprende tre corpi secenteschi uniti da un portico mwaeuneoclassico dotato di colonne mwaeydoriche,cite-ref-20222-9-5[9] realizzato da mwaesLeopoldo Pollackcite-ref-0-7-9[7] nel mwafa1814.cite-ref-20222-9-6[9]cite-ref-052222222-37-0[37]
La villa fu costruita nel mwafo1683 da Flaminio Crivelli, sulla base di un castellocite-ref-02-38-0[38]cite-ref-122-39-0[39] mwagmbassomedievalecite-ref-20222-9-7[9] che fin dal XV secolo era stato abitato dalla stessa famiglia Crivelli.cite-ref-052222222-37-1[37] Del Castello Crivellicite-ref-40[40] rimane oggi solamente una torre.cite-ref-052222222-37-2[37] Del mwahugiardino alla francese che nel XIX secolo abbelliva la villa non resta invece più nulla.cite-ref-052222222-37-3[37]
Viale Monumentale dei Cipressi
L'ex Area Victory ospita il Viale Monumentale dei Cipressicite-ref-0-7-10[7] dagli Obelischi alle statue. Si tratta un corso alberato di 2mwaia km che, attraverso una prospettiva a cannocchiale, fu realizzato a più riprese tra il mwaie1664cite-ref-06-6-6[6] (o mwaiy1644cite-ref-052222222-37-4[37]) e il mwais1722 dalla famiglia Crivelli per collegare in un'unica mwaiwlinea visiva la Scala del Gigante, Villa Crivelli, il Santuario di Santa Maria della Noce e il mwai0Roccolo del Navello.cite-ref-0-7-11[7]cite-ref-20222-9-8[9] Lungo il tratto fra il Santuario e la Villa, cioè quello più antico (voluto da Giovan Battista Crivellicite-ref-052222222-37-5[37]), è possibile individuare l'abside della vecchia chiesa mwajoromanica di San Silvestro, inglobato da mwajsLeopoldo Pollack nel muro di sostegno di una delle due terrazze panoramiche della Villacite-ref-0-7-12[7]. Sul lato opposto, che da Villa Crivelli si estende in direzione di quella che un tempo era la strada della Valassina,cite-ref-052222222-37-6[37] il viale conduce alla cosiddetta "Scala del Gigante", che deve il suo nome alla presenza di una mastodontica statua marmorea oggi troppo rovinata per poterne identificare le sembianze (forse un ciclopecite-ref-06-6-7[6] o mwakgErcolecite-ref-052222222-37-7[37]).
Villa Perego
Villa Peregocite-ref-2-41-0[41], edificata per volere del canonico Giovanni Perego tra il 1738 e il 1745,cite-ref-052222224-33-1[33] venne progettata dall'architetto mwalgCarlo Giuseppe Merlo,cite-ref-052222224-33-2[33]cite-ref-42[42] realizzando l'esterno in stile mwameneoclassico e l'interno in stile mwamirococò.cite-ref-052222224-33-3[33]
Tra il mwamg1794 (o 1793cite-ref-052222224-33-4[33]) e il mwam01796 (o 1798cite-ref-052222224-33-5[33]) venne ristrutturata dall'architetto mwaniSimone Cantonicite-ref-0-7-13[7], il quale si occupò delle scuderiecite-ref-06-6-8[6]cite-ref-052222224-33-6[33], del parcocite-ref-06-6-9[6]cite-ref-052222224-33-7[33] e della realizzazione di una terrazza panoramica.cite-ref-052222224-33-8[33]
A lato delle scuderie si trova una cappella dedicata all'Immacolata, forse già esistente al momento di costruzione della villa, edificio sacro che ospita l'affresco di una mwaowCrocifissione con la Madonna e san Giovanni, assieme ai santi Gregorio Magno, Giovanni Battista, Agostino Aurelio, Benedetto da Norcia, Ambrogio e Stefano.cite-ref-0522222233222-43-0[43] Il dipinto, attribuito al mwapeBergognone si trovava nella cappella del convento mwapimilanese di Sant'Erasmocite-ref-0522222233222-43-1[43] in via Borgonuovo, edificio comprato dai Perego sul finire del XIX secolo.cite-ref-052222224-33-9[33]
Il complesso nel quale la villa è inseritacite-ref-2-41-1[41] comprende anche alcune serre attribuite a mwaqaGiuseppe Piermarinicite-ref-0-7-14[7].
Durante la mwaqyseconda guerra mondiale, villa Perego ospitò in via provvisoria parte delle collezioni del mwaqcMuseo teatrale alla Scala.cite-ref-06-6-10[6]cite-ref-052222224-33-10[33]
Villa Mezzanotte
Villa Mezzanottecite-ref-44[44] (già Villa Gallaraticite-ref-0-7-15[7]), fu dimora dell'architetto mwaroPaolo Mezzanotte. La villa, inserita in un giardino simmetrico rispetto al viale d'accesso e dotato d'impianto prospettico monumentale, comprende un edificio padronale con alcuni rustici, tra cui un mwarsroccolocite-ref-0-7-16[7].
Villa Sormani
Villa Sormanicite-ref-45[45] è situata all'interno della tenuta di Pomelasca, immersa in un parco comprensivo di piante di numerose specie, tra cui cedri, faggi, sequoie giganti, tigli e palmecite-ref-0-7-17[7]. L'aspetto della villa fu convertito da uno stile seicentesco a uno mwasoneoclassico per opera di mwassCarlo Amaticite-ref-0-7-18[7].
Altro
• Tenuta Bonacina, nei pressi della ex Area Victory
• mwatqMonumento ai caduti edificato nel 1936
Aree naturali
• L'orrido di Inverigo (facente parte del mwatgParco regionale della Valle del Lambrocite-ref-46[46]), all'interno dell'ex Area Victory, è una valle attraversata da 34 fonti di acqua sorgiva che formano vasche naturali, un tempo considerate le "terme della Brianza".cite-ref-47[47]
Società
Evoluzione demografica
• 575 nel mwauu1751 mwauycon Pomelasca
• 648 nel mwaug1771
• 681 nel mwauo1799
• 670 nel mwauw1805
• mwau42 089 nel mwau81809 dopo annessione di mwavaBrenna, mwaveCremnago, mwaviRomanò e mwavmVilla Romanò
• mwavu1 109 nel mwavy1853
• mwavg1 229 nel mwavk1861
• mwavs1 350 nel mwavw1881
• mwav41 591 nel mwav81901
• mwawe1 603 nel mwawi1921
• mwawq4 550 nel mwawu1931 dopo annessione di mwawyCremnago, mwawcRomanò e mwawgVilla Romanò fatta nel mwawk1929
Abitanti censiticite-ref-48[48]
Cultura
Istruzione
Biblioteca Comunale
La Biblioteca Comunale ha sede negli spazi dell'ex asilo nido, nella frazione di mwaxmVilla Romanò, accanto alla Scuole Elementari, in via Carlo Bianchi.
Media
Radio e Tv
A Inverigo è esistita tra il 1977 e il maggio 1983 una delle prime emittenti radiofoniche della mwaxcBrianza, Radio Nevada International FM 102,9 e 104,4mwaxk MHz. Questa ultima frequenza veniva esercitata attraverso un ripetitore da 250 W posizionato in collina. Il trasmettitore, acquistato dalle forze armate americane di stanza a mwaxoMonte Penice, permetteva a Radio Nevada International di raggiungere le zone sud di mwaxsMilano.
Stazione molto seguita al tempo, soprattutto tra i giovani, aveva tratto il curioso nome da un pacchetto di gomme da masticare presente sul tavolo della riunione dei soci al momento della fondazione. Fu invece il pittore Emilio Alberti a ideare e dipingere il mwax4tricheco quale logo della radio. Un'altra curiosità relativa a questa emittente consisteva nella sede: inizialmente posizionata a mwax8Carugo, successivamente traslocò presso il Bar da Teresina a mwayaCremnago di Inverigo, in Via Sabotino n. 23, dove per gli ultimi anni R.N.I. ebbe sede. Qui erano stati ricavati due locali dedicati alla stazione da dove le trasmissioni avvenivano 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Gli avventori del locale pubblico, quindi, potevano assistere alle trasmissioni della radio in diretta dal locale.
Nel maggio del 2013 viene presentato "Radio Nevada International (ovvero l'Italia al tempo delle radio libere)"cite-ref-49[49]. Esattamente dopo trent'anni dalla chiusura della radio, grazie al supporto dell'associazione culturale inverighese "Il Muretto Culturale" e all'appoggio dell'amministrazione locale, viene sviluppato un documentario sulla storia di Radio Nevada International, nel quale vengono ricostruite con accuratezza le vicende uniche e divertenti di questa particolare emittente, grazie alla testimonianza della gran parte dei protagonisti di allora, oltre all'inserimento dei jingles originali trasmessi da Radio Nevada International e di alcune foto d'epoca. Il documentario è stato prodotto dall'associazione sopra citata con la collaborazione di Alioscia Mazzetto di mwaygRadio Deejay e Donnie de Moitiè in collaborazione con Davide Rizzi e Valentina Peretti. Il documentario vede inoltre la speciale partecipazione di Leo Valli, noto attore, che mosse i primi passi proprio come imitatore e speaker a Radio Nevada International
Cinema
La serie televisiva mwaywmway0Una grande famiglia, andata in onda durante l'aprile-maggio del 2012, è ambientata e in parte girata ad Inverigo. In alcune scene si vedono la piazza del mercato, la fabbrica "Poliform" (in TV Rengoni), il viale dei cipressi e il bar "Fumagalli" (stazione di polizia).
è inoltre presente un piccolo cinema ad una sala (oramai chiuso ed abbandonato) in Via General Cantore al civico 45
Economia
Dal primo dopoguerra sino ai primi mwazeanni 1990, Inverigo è stato oggetto di un passaggio da economia rurale all'industria artigianale e industriale; in particolare a Inverigo hanno sede alcune delle più importanti aziende del settore dell'mwaziarredamento.
Infrastrutture e trasporti
Inverigo è al centro delle principali arterie di comunicazione dell'Alta Brianza, sulla linea ferroviaria delle mwazuFerrovie Nord Milano e a pochi chilometri dalla Milano-Lecco.
In particolare è presente una mwazcstazione posta nel tratto più panoramico della linea mwazgMilano-Asso.
Note
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.inverigo.co.it.
• citerefsapere-itInverigo, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliInverigo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.